Stelle a quattro zampe: come i cani italiani conquistano passerelle e spot pubblicitari nel mondo
C'è chi li chiama i nuovi testimonial del lusso. Chi li definisce semplicemente irresistibili. Ma per i proprietari che li hanno visti trasformarsi da compagni di divano a vere e proprie icone pubblicitarie, la parola giusta è una sola: incredibile.
Nell'ultimo decennio, il mercato internazionale della moda e della comunicazione ha scoperto qualcosa che gli italiani sapevano già da tempo: i cani del Belpaese hanno una marcia in più. Che si tratti di un Lagotto Romagnolo con lo sguardo sognante o di un Bracco Italiano dalla postura regale, il fascino nostrano non conosce confini geografici.
Un mercato che abbaia forte
Il settore del casting animale — e canino in particolare — è cresciuto enormemente negli ultimi anni. Agenzie specializzate come quelle attive tra Milano, Roma e Bologna gestiscono oggi portfolio di cani con tanto di book fotografico, curriculum vitae e disponibilità per trasferte internazionali. Non è fantascienza: è una realtà concreta che muove cifre tutt'altro che trascurabili.
Secondo alcune stime del settore, un cane protagonista di uno spot televisivo di primo piano può arrivare a guadagnare tra i 2.000 e i 10.000 euro per una singola giornata di riprese. Per le campagne stampa dei grandi marchi della moda — parliamo di brand del calibro di Gucci, Prada o Valentino — le cifre salgono ulteriormente, soprattutto quando si tratta di campagne destinate ai mercati americano o asiatico.
Ma come si entra in questo mondo?
Il provino più ambito d'Italia
Martina Ferretti, titolare di una piccola agenzia di casting animale con sede a Milano, racconta che le richieste arrivano spesso in modo del tutto inaspettato. «La maggior parte dei proprietari non cerca questa strada — spiega — siamo noi a scovare i cani. Sui social, alle fiere, persino ai parchi. Un giorno ho visto un meticcio a Porta Venezia con un'espressività unica e ho fermato la sua padrona per strada. Quel cane ha poi girato tre spot in Francia e uno in Giappone.»
Il processo di selezione, ci tiene a precisare Martina, non si basa solo sull'aspetto fisico. «Il carattere è tutto. Un cane bellissimo ma ansioso o reattivo non regge le pressioni del set: luci, cavi, persone che si muovono di continuo, rumori improvvisi. Cerchiamo cani equilibrati, curiosi, capaci di mantenere la concentrazione. E ovviamente, con quel qualcosa in più negli occhi che la fotocamera ama."
Dal canile alla copertina: storie vere
Una delle storie più belle arriva da Torino, dove Saverio Greco, pensionato e appassionato di passeggiate lungo il Po, adottò nel 2019 un cane meticcio di taglia media dal canile di Chieri. Lo chiamò Ulisse. «Era il più timido del lotto — ricorda Saverio — si nascondeva in fondo al box. Ma quando finalmente uscì, aveva uno sguardo che ti entrava dentro."
Due anni dopo, Ulisse era sul set di una campagna per un noto marchio europeo di abbigliamento outdoor. Oggi il suo muso campeggia su billboard in Germania, Svezia e Paesi Bassi. «Non me lo sarei mai aspettato — ammette Saverio ridendo — ogni tanto vado su Google Maps nelle città straniere per trovare le sue foto. È assurdo e meraviglioso allo stesso tempo."
C'è poi la storia di Fiamma, una Segugia Italiana di cinque anni di proprietà di una famiglia calabrese, finita quasi per caso nel cast di una sfilata concettuale organizzata da uno stilista emergente durante la Milano Fashion Week. Le immagini di Fiamma che avanzava con naturalezza regale tra i modelli umani fecero il giro del web, venendo condivise da testate di settore come Vogue Italia e Hypebeast.
Le razze italiane che fanno tendenza
Non è un caso che proprio le razze autoctone italiane stiano vivendo un momento di grande attenzione internazionale. Il Cirneco dell'Etna, con il suo profilo elegante e quasi ancestrale, è diventato protagonista di diverse campagne di gioielleria di lusso. Il Volpino Italiano, minuscolo e dall'aria aristocratica, ha conquistato i mercati asiatici dove i cani di piccola taglia sono particolarmente amati.
Anche il Cane Corso sta vivendo una seconda giovinezza mediatica: la sua imponenza fisica, unita a una dolcezza sorprendente, lo ha reso perfetto per campagne che vogliono comunicare forza e affidabilità, dalle assicurazioni ai SUV di lusso.
«C'è una questione di autenticità — spiega Luca Barone, fotografo specializzato in ritratti animali con studio a Firenze — le razze italiane hanno una storia millenaria scritta nel corpo. Quando fotografo un Bracco Italiano, sento il peso di secoli di selezione, di caccia, di vita a fianco dell'uomo. Quella profondità si vede nell'immagine finita, e il pubblico la percepisce anche senza saperla spiegare."
Il lato umano di un mestiere insolito
Dietro ogni cane star c'è però una rete di persone che lavorano per garantire il suo benessere. Le agenzie più serie collaborano con veterinari comportamentalisti e addestratori professionisti, e impongono limiti precisi alle ore di set e alle condizioni di lavoro. «Il cane non capisce di essere famoso — sottolinea Martina Ferretti — capisce se si diverte o se è stressato. Il nostro compito è fare in modo che ogni esperienza sia positiva, altrimenti non funziona niente."
I proprietari, da parte loro, imparano in fretta che avere un cane nel mondo dello spettacolo richiede flessibilità, pazienza e una buona dose di senso dell'umorismo. «Ulisse una volta si addormentò durante una scena cruciale di uno spot — racconta Saverio — il regista era disperato, ma poi ha deciso di tenerla lo stesso. Quella sonnolenza è diventata il momento più condiviso del video."
Un'eccellenza tutta italiana
In un Paese che ha fatto del bello il proprio marchio nel mondo, non dovrebbe sorprendere che anche i cani contribuiscano all'export di stile e personalità. Eppure c'è ancora molto da fare: le agenzie specializzate sono poche, la regolamentazione del settore è frammentata, e molti talenti rimangono sconosciuti semplicemente perché nessuno li ha ancora scoperti.
Ma la direzione è chiara. Mentre il mondo della moda cerca sempre più autenticità e la pubblicità internazionale guarda all'Italia con occhi innamorati, le zampe nostrane sono pronte a lasciare la loro impronta — letteralmente — su passerelle e schermi di tutto il mondo.
Ulisse, nel frattempo, dorme beatamente sul divano di Saverio a Torino. Ignaro, probabilmente, di essere già una leggenda.